Dall’Acqua al Vino Nuovo: l’avventura del GREST ADO 2026 sul Terminillo

Si è conclusa da pochissimi giorni, ma l’eco della gioia e dell’entusiasmo è ancora vivissima tra le vette del Monte Terminillo. Dal 2 al 5 luglio, 31 adolescenti della nostra Diocesi hanno vissuto un’esperienza estiva intensa e travolgente, promossa dal Servizio di Pastorale giovanile e vocazionale della Diocesi di Rieti.

Quattro giorni speciali ospitati nei locali della Parrocchia Cuore Immacolato di Maria e di San Francesco in Monte Terminillo di Rieti, dove i ragazzi sono stati accolti con calore e generosità dalla Fraternità Monastica presente. A guidare il gruppo, un’équipe affiatata di animatori — Samuele, Luca, Marina, Patrizia, Sara e Laura — che ha accompagnato passo dopo passo i giovani in un vero e proprio cammino di crescita.

Il Tema: il miracolo di Cana e la “Chiesa in uscita”

Il filo conduttore del GREST è stato il celebre brano evangelico delle Nozze di Cana (Gv 2,1-11): un viaggio spirituale e comunitario intitolato “CANA – L’ESPERIENZA: la Trasformazione dell’ordinario in straordinario”. Ispirandosi alla “Chiesa in uscita” tanto cara a Papa Francesco, gli adolescenti si sono confrontati con i tre gesti esemplari di Maria: accorgersi, intercedere e organizzare la speranza.

Ogni giornata ha affrontato una tappa di questa trasformazione:

  • Giovedì 2 luglio – “riempi la tua anfora”: dedicato alla scoperta di sé e del proprio potenziale. Con la catechesi “Siamo Vasi di Terracotta”, avvincenti giochi cooperativi e un laboratorio artistico, i ragazzi hanno metaforicamente riempito le proprie giare con l’impegno e i talenti del quotidiano.
  • Venerdì 3 luglio – “il vino che manca”: un momento per guardarsi dentro e riflettere sulle crisi, la noia e le solitudini che a volte svuotano la vita dei giovani.

La sorpresa più bella: la visita del Vescovo Vito

Proprio nella giornata di venerdì, il GREST ha vissuto uno dei suoi momenti più significativi ed emozionanti. I ragazzi hanno infatti ricevuto la visita del nostro vescovo, mons. Vito Piccinonna. È stata una mattinata estremamente piacevole e informale: il vescovo si è seduto tra i giovani per scambiare “due chiacchiere” a cuore aperto, ascoltando le loro storie, le loro speranze e i loro dubbi, per poi condividere con tutti il momento del pranzo. Una presenza fraterna che ha testimoniato la vicinanza della Chiesa diocesana al mondo degli adolescenti.

Sabato 4 luglio: tra vette mozzafiato, dinamiche di squadra e grandi sfide

Il terzo giorno, dedicato al tema della fiducia e dell’affidamento sul modello di Maria “Gli occhi di Maria”, ha visto i ragazzi mettersi in cammino nella natura e nel gioco, sperimentando cosa significhi concretamente “organizzare la speranza”.

La mattinata è iniziata con una splendida passeggiata verso il monte Cardito. Una volta raggiunta la piccola vetta, la fatica della salita è stata ampiamente ricompensata da una vista panoramica spettacolare. Ma il vero “motore” della giornata si è acceso nel pomeriggio, con due grandi attività pensate per mettere in gioco i talenti e la coesione del gruppo.

Prima è stata la volta di “BidibiBODYbibu”, un’attività formativa e dinamica promossa dall’animatrice Sara (animatrice di I livello del Progetto Policoro diocesano). Un gioco di squadra che ha coinvolto i ragazzi in una vera sfida di comunicazione e collaborazione: divisi in gruppi, ciascuno con ruoli diversi e regole specifiche, i partecipanti dovevano riprodurre un disegno che solo uno di loro poteva vedere. Per riuscirci è stato necessario organizzarsi, ascoltarsi e fidarsi ciecamente dei compagni. L’attività ha permesso ai ragazzi di sviluppare competenze preziose come il lavoro di squadra, la comunicazione efficace, la gestione del tempo e la valorizzazione del contributo di ciascuno, dimostrando quanto la collaborazione sia fondamentale per raggiungere un obiettivo comune. Subito dopo, l’atmosfera si è fatta caldissima grazie a una straordinaria caccia al tesoro, interamente ideata e curata nei minimi dettagli dall’animatrice Laura. Ripercorrendo in modo ludico e creativo i punti chiave del tema del GREST, la caccia al tesoro ha fatto breccia nel cuore del gruppo: le ragazze e i ragazzi si sono letteralmente scatenati tra indizi, prove di abilità e corse a perdifiato.

Domenica 5 luglio: la festa del “Vino Nuovo” insieme alle famiglie

Il cerchio si è chiuso domenica, la giornata del “Vino Nuovo”, simbolo della gioia piena che guarisce e trasforma la vita quando ci si affida a Gesù. L’esperienza ha raggiunto il suo culmine con la celebrazione della Santa Messa presieduta da don Vincenzo Ianniciello Co-Direttore del Servizio di Pastorale Giovanile diocesano, alla quale hanno preso parte anche i genitori dei ragazzi.

È stato il momento perfetto per restituire alle famiglie la bellezza di quanto vissuto e per ricevere il “mandato finale”: portare questa gioia rinnovata nella vita di tutti i giorni. La quattro giorni si è conclusa nel modo più bello e conviviale possibile, con un grande pranzo condiviso tutti insieme — ragazzi, animatori e genitori — sotto il sole del Terminillo.

Trentuno ragazzi sono tornati a casa con uno sguardo nuovo, pronti a trasformare l’ordinario della loro vita in qualcosa di straordinario. Un grazie immenso va a chi ha reso possibile tutto questo: a chi ci ha sostenuto economicamente BioEdil, alla Fraternità Monastica per la loro accoglienza, all’incredibile e instancabile squadra degli animatori e, soprattutto, a ciascuno dei giovani partecipanti che ha accettato la sfida di riempire la propria anfora!